Molly ha scritto:
istinti primari dell'uomo e della donna sono gli stessi per tutti, credo [...]Per cui secondo me quello di cui parla Peg è una questione di istinti primari, insiti nell'uomo, che appunto solo un uomo può conoscere.
Nell'altro intervento ho estremizzato per rendere l'idea, ma torniamo agli istinti primari (spero di interpretare correttamente).
La masturbazione può essere considerato un istinto primario? Assumo di sì (considerando che, nella maggior parte delle persone, è il primo approccio che si ha col sesso, indipendentemente dal genere).
Nella mia scarsissima esperienza, ho incontrato signori cui piaceva essere masturbati (avrei potuto usare "accarezzati", ma così è più chiaro e fino ad ora non ne ho incontrato uno cui questa pratica "base" non piacesse) con presa "salda" e ritmo sostenuto, altri – al contrario – cui piaceva la presa delicata e l'andamento lento. Ne esistono altri cui piace la presa salda e l'andamento lento o la presa delicata con ritmo andante e altri in cui tutte queste combinazioni sono gradite a seconda dello "stadio" in cui si trovano.
A istinto primario volendo, si identificano già 4 diverse categorie "base" senza contare le variazioni sul tema. Ribadisco, sono assolutamente convinta del fatto che ciascuno di loro sappia benissimo qual è il proprio istinto primario.
Ma, proprio perché fino ad ora, non ne ho incontrati due che avessero l'identico e spiccicato istinto primario (magari devo ampliare il campione...

), continuo a dubitare del fatto che l'istinto primario di ciascuno corrisponda all'istinto primario "
di default" di
tutti gli altri.
In sostanza, io credo che le valenze psicologiche ed emotive, in questi casi, siano molto più importanti (benché non necessariamente coscienti) di quelle strettamente fisiche.
Molly ha scritto:
secondo voi perché un uomo sceglie di pagare un/a trans e non una prostituta?
Io ho una mia ipotesi per rispondere a questa cosa, sicuramente sbagliata.
Premessa: il punto focale è il pisello, che entrambi possiedono.
È istinto (con aggiunta di educazione) per un maschio eterosessuale quello di avere il dominio su un certo territorio ed è codificato che il più forte tra i maschi "vince", mentre gli altri vengono (e accettano) di essere sottomessi (osserviamo madre natura).
Andare con un trans femmina, per un maschio eterosessale "tipo", può avere, dal mio punto di vista due valenze (apparentemente antitetiche, ma in realtà molto simili) un pochino più articolate di "un uomo sa come dare piacere ad un altro uomo":
1. affermazione "tangibile" del proprio potere su un altro maschio e affermazione della propria dominanza sul proprio simile (entrambi sono portatori di suddetto pisello), attraverso un atto che però è "puro" dall'onta dell'omosessualità (che il maschio eterosessuale tipo, per educazione/morale/etica e minghiassorete varie rifugge come la peste perché lo rende, nell'immaginario collettivo distorto, meno maschio) e questo perché, di fatto, la trans E' una donna con un piccolo particolare in più. In sostanza, è per il 99% femmina (anzi, a volte persino più femmina e femminile di molte donne, me compresa!), ma è proprio quel piccolo particolare che soddisfa la ricerca di dominio di un maschio su un altro, maschio che però – in questo caso – ha la forma esterna dell'essere che per educazione/morale/etica e altre minghiassorete varie, è "normale" che il maschio eterosessuale ricerchi (so che è contorta, ma spero si capisca);
2. ricerca della deresponsabilizzazione (nel caso il maschio eterosessuale gradisca diventare il soggetto passivo) e accettazione (ricerca) della sconfitta come atto liberatorio ("per educazione/morale/etica e minghiassorete varie mi hanno inculcato che io devo essere il dominante, ma a me sto ruolo non mi piace manco per Gniente, mi crea ansia e mi manda in tilt!"), ma ancora una volta con un atto che è "puro" dall'onta dell'omosessualità, per i motivi esposti sopra e soprattutto giammai dominato da una donna-donna, ma da un maschio a forma di donna.
Inoltre, in un caso e nell'altro, sempre per il delirio di onnipotenza di cui parlavo, il maschio eterosessuale probabilmente ha la convinzione di saper far godere (ammesso e non concesso che questo rientri nella sua ottica) la trans perché per quel piccolo particolare gli somiglia e quindi si libera, in entrambi i casi, dello stress da prestazione nei confronti dell'altro (perché è vero che la prostituta non "devi" farla godere, però se ci riesci, sei un gran figo, sei il meglio di tutti! E se invece non ce la fai
*? Oddio, oddio!!! Non so se mi spiego...

).
* Per alcuni, in qualche modo, andare con una prostituta può essere persino più stressante che con la propria donna, perché la "competizione" viene accentuata.